Parma verso il Km verde

Parma verso il Km verde

Firmata l’intesa pubblico – privato per la costruzione della fascia alberata lungo la A1

Il 14 Ottobre 2019,  nella residenza municipale di Parma, è stato sottoscritto il protocollo di intesa che unisce in partnership pubblico – privato l’associazione Parma, io ci sto!, Unione Parmense degli Industriali, la Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura, Coldiretti, Parchi del Ducato e ovviamente l’Amministrazione comunale.

Si tratta di un primo step ufficiale per la definizione, realizzazione e avvio della gestione della barriera vegetale a contrasto delle polveri sottili e a protezione dell’ambiente.

Il progetto innovativo, chiamato Km Verde, prevede appunto la costruzione di un ostacolo naturale di vegetazione, dato che le piante concorrono alla depurazione dell’aria e il traffico che c’è sull’A1 contribuisce in modo importante a peggiorare la qualità dell’aria.

Nello specifico il progetto prevede la realizzazione di una fascia alberata di 11 chilometri parallela al tratto dell’Autostrada del sole, che attraversa il Comune di Parma, lungo la quale si pensa alla piantumazione di essenze autoctone, come l’olmo ad esempio, che nel tempo si sono drasticamente ridotte sul territorio.

Il ruolo delle aziende locali è di fondamentale importanza per questo ambizioso progetto; tra queste sostenitrici dell’idea vi è la Davines e il Comune di Parma ha approvato la proposta inserendola fra le azioni volte allo sviluppo di politiche ambientali di ampio respiro e che guardano al futuro. “Con la firma del protocollo si dà avvio in maniera concreta al progetto che risulta centrale anche nel dossier che abbiamo spedito in queste ore per la candidatura di Parma a capitale verde d’Europa nel 2022. Scopriremo a breve se Parma sarà l’unica città a concorrere, me lo auguro perché questo consentirebbe di concentrare le energie di tutto il Paese a favore di una sola realtà”. Parma, io ci sto si è fatta promotrice della proposta progettuale e ha coinvolto, nel periodo tra aprile 2018 e maggio 2019, la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, la stessa che si è occupata, per conto del Comune di Parma, della predisposizione del dossier di candidatura di Parma a European Green Capital per il 2022.

La Regione Emilia Romagna darà un contributo finanziario di 200mila euro per la predisposizione del progetto di pianificazione attuativa dell’intervento, mentre l’amministrazione impegna a coordinare e gestire il processo progettuale e le autorizzazioni connesse al progetto attuativo.

“Si tratta di una nuova opportunità per mettere a frutto un modello virtuoso di collaborazione fra pubblico e privato” sottolinea Alessandro Chiesi a proposito del Km Verde. Per Agostino Maggiali, presidente dei Parchi del Ducato, l’infrastruttura verde garantirà a Parma anche un notevole ritorno di immagine. “L’intervento ha una portata straordinaria – dichiara Mario Marini, presidente di Confagricoltura – anche in considerazione della manutenzione che dovrà essere garantita alle alberature e alle siepi una volta messe a dimora”. “La realizzazione del Km Verde potrà portare alla creazione di un habitat unico anche dal punto di vista faunistico. Penso al valore educativo e divulgativo nei confronti delle scuole e quindi a percorsi guidati che potranno essere realizzati all’interno di questa grande macchia da poter vivere in maniera lenta e sostenibile”.

L’assessore Michele Alinovi ha precisato che grazie a un apposito piano attuativo “vegetale” , anche questo un unicum, si riuscirà a concretizzare tutte le fasi progettuali, garantendo un’azione sinergica e uniforme alle azioni di tutti gli attori interessati al Km Verde.

Lo stesso Psc (Piano strutturale Comunale) prevede, tra i temi strategici, proprio le fasce di mitigazione del tratto autostradale e nord di Parma. “La sostenibilità è un punto sempre più importante per le aziende e per la strategia del territorio. L’idea viene da lontano e oggi si sostanzia in un primo appuntamento in cui si certifica il riconoscimento delle istituzioni nei confronti del progetto” aggiunge Annalisa Sassi, presidente dell’Upi.