Bottle to bottle per la differenziata in città

Bottle to bottle per la differenziata in città

A Parma ha preso forma la prima sperimentazione territoriale in Italia del “bottle to bottle”, per conferire una nuova vita per le bottiglie in PET e i liquidi alimentari.

Il progetto sperimentale si allinea alla direttiva europea “SUP”, che disciplina l’utilizzo della plastica monouso e che porterà le amministrazioni pubbliche ad intercettare bottiglie e contenitori in PET destinati al beverage, per dare vita a nuove bottiglie.

Le linee guida per tracciare la filiera di recupero di questi materiali sono state redatte dall’EFSA e ATERSIR ha sostenuto la sperimentazione. Il recupero del PET si svolge in collaborazione tra Comune, Iren Ambiente e Coripet https://coripet.it/cosa-facciamo/

Gli eco-compattatori posizionati in aree strategiche della città servono a riciclare le bottiglie PET e a produrre nuove bottiglie appunto in PET riciclato. I

l nuovo sistema di riciclaggio prevede una premialità per i cittadini, attraverso l’utilizzo di una card ed una APP e sono inoltre in atto campagne educative in modo tale da fortificarne diffusione e partecipazione in città.

Gli eco – compattatori sono dislocalti in luoghi di elevato passaggio, nei pressi di centri commerciali, negli spazi di grandi aziende del territorio e presso gli uffici pubblici, al fine di intercettare le bottiglie utilizzate fuori casa. Un modo anche per smaltire rifiuti voluminosi e dar loro nuovi e completi cicli vitale.

OBIETTIVO

Con questa iniziativa si contribuisce alla riduzione della quota di rifiuti in plastica e si incentivano le soluzioni concrete di economia circolare. La transizione verso un maggior riciclo di materiali e quindi verso l’economia circolare può portare numerosi vantaggi, tra cui la riduzione della pressione sull’ambiente, l’incremento di materie prime e un inevitabile impulso all’innovazione e alla crescita economica.

QUANDO

La sperimentazione è iniziata nel 2020 e prosegue anche nell’anno 2021 a causa dei rallentamenti causati dalla pandemia da Covid – 19